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Coronavirus: OnestiGroup, il lockdown e la ripartenza. Parla il Direttore Marketing Nicola Carlevaris

di CORRADO LARONGA

Nicola Carlevaris, Direttore Marketing di OnestiGroup, ci racconta come l’azienda ha reagito all’arrivo della crisi da Covid19, quali iniziative ha messo in atto e cosa sta preparando per la ripartenza.

 

Nicola, come sta attraversando OnestiGroup  questo periodo di lockdown?

Ti dirò che questo periodo di pausa dai ritmi frenetici del passato ci ha permesso di ragionare su qualcosa di strategico che fosse adeguato al momento. Abbiamo immediatamente organizzato sessioni di formazione online dedicate alla nostra forza vendite, con più di dieci appuntamenti di approfondimento su diversi prodotti. Inoltre, i brand che rappresentiamo si sono mossi parallelamente, con presentazioni online (dedicate a un pubblico molto più ampio) che noi abbiamo supportato fin dall’inizio.

Come ha reagito Onesti all’emergenza?

A parer mio, in modo esemplare. OnestiGroup ha sede a Fiorenzuola d’Arda, in direzione Codogno. Già due settimane prima che venisse decretato il lockdown eravamo tutti a casa in smart working, l’azienda è stata tempestiva a mettere in sicurezza i suoi collaboratori. Siamo una SPA ma “familiare”, prendiamo decisioni strategiche cercando di rimanere il più possibile umani. Poche settimane prima del lockdown c’era stato il T-Day, una fiera nazionale che abbiamo organizzato quest’anno per la prima volta allo scopo di presentare i nostri brand storici e quelli nuovi. Puoi immaginare l’entusiasmo di quel periodo e quanto il Covid possa averci preso alla sprovvista. Ma noi con la mente siamo ancora a quei giorni, perché le premesse erano ottime e intendiamo riprendere esattamente da dove abbiamo lasciato.

Recentemente avete realizzato un video che ci è rimasto impresso, ce ne vuoi parlare?

Certo, perché è stata un’esperienza bellissima che in effetti è piaciuta a tutti. Abbiamo contattato molti dei nostri brand ambassador da tutto il mondo chiedendo loro di mandarci un video di saluto, ognuno nella propria lingua, e poi di chiudere con la frase in italiano “andrà tutto bene”. È bello perché ognuno la dice con il suo accento e il video ha regalato un sorriso a tante persone.

Avete anche creato un e-commerce nel frattempo.

Sì, e ci siamo riusciti in pochissime settimane grazie al lavoro dei nostri collaboratori. Si chiama 86gradi.it, perché 1986 è l’anno di fondazione dell’azienda e perché le iniziali di Ottantasei Gradi sono anche quelle di OnestiGroup. Più che un e-commerce è una vera e propria enoteca esperienziale che propone pacchetti creati personalmente da noi e che possono contenere solo spirits, solo vini oppure un misto di spirits e vini. Molti dei pacchetti spirits contengono anche tutto il necessario per realizzare cocktail, mentre altri sono delle vere e proprie collezioni di bottiglie che possono far vivere un’esperienza diversa, magari per esempio un viaggio virtuale negli Stati Uniti grazie a prodotti che arrivano esclusivamente da lì. La stessa cosa si può fare con il vino, per esempio una delle nostre box contiene bottiglie che arrivano da 3 o 4 nazioni diverse ma che sono accomunate da un fil rouge che si può scoprire assaggiandole.

Avete sostenuto qualche iniziativa di solidarietà?

Sosteniamo in particolar modo la zona della Val d’Arda, di cui aiutiamo la Protezione Civile, l’Ente Parrocchiale e l’Unità Ospedaliera, senza dimenticare che il 5% del valore di ogni acquisto su 86gradi.it va alla Croce Rossa Italiana. Un’altra idea che abbiamo avuto è stata quella di creare dei pacchetti dedicati a tutti i nostri clienti che hanno un e-commerce o un servizio delivery, con degli omaggi come mignon di distillati o calici, tutte cose che al consumatore finale può far piacere ricevere insieme al suo ordine e che ai nostri clienti può far piacere regalare. Inoltre, grazie ai mignon i consumatori possono scoprire prodotti nuovi che magari non avrebbero mai conosciuto se avessero dovuto acquistarli a scatola chiusa.

Come intendete supportare la riapertura dei vostri clienti?

Il compito di un distributore è quello di fare da intermediario tra i brand e i venditori, per tanto sono al vaglio una serie di iniziative grazie alle quali cercheremo di stare il più vicino possibile ai nostri clienti, non solo finanziariamente ma anche, per esempio, con  interventi che permetteranno a tutti di attrezzarsi per far fronte alle nuove norme in campo igienico-sanitario.

Pensi che questa crisi epocale porterà qualche cambiamento anche a livello umano?

A livello generale ci sono degli aspetti che spero rimangano nelle coscienze di tutti, come per esempio la consapevolezza che siamo molto meno forti di quanto pensavamo e che la natura può ribellarsi in qualsiasi momento. Per quanto riguarda il nostro lavoro, spero che i risultati che abbiamo ottenuto in ambito di ricerca e formazione, semplicemente rallentando, un po’ possano essere d’esempio. Fermarsi permette di focalizzarsi maggiormente sui dettagli, e la qualità, si sa, è tutta fatta di dettagli. Mi riferisco sicuramente ai prodotti ma anche all’approccio con cui questi dovranno essere consumati. Mi viene molto difficile pensare, da qui a qualche mese, a quei banconi sovraffollati davanti ai quali le persone bevevano i loro cocktail o i loro distillati, magari anche di fretta perché dietro c’era la fila o perché più tardi avevano altro da fare. Bisognerà adeguarsi alla calma, e magari questo permetterà, in un cocktail bar, di leggere con più attenzione una carta dei distillati o dei cocktail, e magari, seduti a un tavolo, di scambiarsi anche opinioni a riguardo, approfondendo la conoscenza di ciò che stiamo bevendo. Personalmente spero che quasi tutto possa tornare come prima della crisi, a parte la fretta e la superficialità. Quella che mi piace chiamare “coscienza qualitativa” spero possa essere la grande protagonista della ripresa.

 

 

 

 

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